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giovedì 1 ottobre 2009
Al tramonto, la carnefice
Nelle giornate che si trascinano sempre uguali, in inutili argormenti sull'impossibilità del divenire e sulla ineluttabilità della solitudine presente e futura, non posso non chiedermi che cosa sto aspettando, sapendo che non arriverà nulla. La risposta che mi sono dato è: il carnefice. Questa figura mitica è l'ultima donna, la predestinata, il cui rifiuto sarà il decreto della mia annichilazione. Alcuni volti del passato o potenze di domani hanno nella loro stessa esistenza la promessa del supplizio. Alcune sarà meglio non incontrarle, anche se la loro presenza nel mondo non riesco ad ignorare, altre sarà inevitabile... Quel che sarà, sia. Oggi non mi importa. C'è poca voglia di andare avanti, anche se quel poco mi farà svegliare domattina.
martedì 22 settembre 2009
Nuova Feltrinelli a Genova via Ceccardi
Alcune precisazioni: non vorrei essere eccessivamente pedante o lamentevolmente fastidioso, ma, altresì, non riesco a non notare come, in una libreria all’una e mezza, in piena pausa pranzo, uno vorrebbe non essere costretto a farsi largo a spallate. Anche se inizialmente promettente da un punto di vista commerciale, alla lunga potrebbe generare indolente disaffezione da parte di alcune maggioranze di topi da libreria. Eppoi la classica così vicina al cielo, vertice di scala, ma sempre in zona di transito. Chissà. Mio dio, che rumore nell’incrocio e perché c’è sempre quacuno che copre le zone su cui l’occhio vuol cadere ed i reparti un tempo più appartati, per quanto spogli, allora e adesso, sono isole nella corrente. Sarà che cercavo qualcosa di specifico, non trovandolo, ma la seconda volta ha infranto quell’euforica impressione della prima. Oggi ho salito solo tre gradini, ma ho sempre in testa Bologna quindici anni fa. Forse oggi è diverso, o sono solo differente io, ma chissà, delusione.
lunedì 7 settembre 2009
Cambia(men)to interven(u)to
Raggruppamenti di comodo: isterie interinali e cacofonie a progetto, mentre non riesco a sapere che cosa devo cercare, mentre mi suggerisco di essere sicuro di non averlo ancora trovato. All’alba il cielo era colr dell’ambra, fiamme coronano i monti in lontananza. Ora rimane solo il fumo, ed i canadair che giocano placidi sul cielo. Cambiamenti, di orari di localizzazioni di procedure di compensi di lavoro. Ma più cambio e più mi perdo, sono lontano dall’avvicinarmi ad un punto. Mentre certe verità si accertano, apertura di prospettive, mentre tutti gli sguardi gridano immediati il rifiuto. Nessuna compagnia, mentre il desiderio apre lo spettro, e provo ribrezzo e non riuscirei mai a pagare. Segno. Destino. Causa ed effetto di un errato divenire. Non c’è che il silenzio, improvvisi e notturni di pianisti morti che echeggiano in altre stanze.
lunedì 11 maggio 2009
Scrittura poco sacra
C’è stato un tempo in cui ero capace di scrivere in modo comprensibile, allegro e gradevole. Con un buon numero di parole potevo, ad esempio, descrivere in termini realistici una giornata. Mentre ora tendo ad essere sintetico, esoterico, e, in mancanza di un termine che riesca a descrivere in maniera più appropriata lo stile che tendo ad usare, opaco. Perché non riesco più a ritrovare quel distacco che sarebbe necessario a trasformare la vita che mi circonda in un quadro variopinto di parole e punteggiatura.
Per caso, pochi minuti fa, ho ritrovato un file in cui descrivevo una gita in montagna. Non mi ricordavo neppure di averlo scritto e, da principio, mi sono chiesto chi ne fosse l’autore. Continuando a leggere ho ritrovato alcuni accenni che non potevano che indicare che proprio io ne fossi l’autore.
Ho sentito parlare di farmaci che fanno perdere selettivamente la memoria, come la pillola di Torchwood. Se non l’ho già presa, mi piacerebbe provarla. Anche se, come dice quella poesia sulla reincarnazione, le ultime parole ad ogni mia morte sono state una bestemmia.Mi piacerebbe, a questo punto, fare una cosa che non ho mai fatto: iniziare a tenere un diario che registri i fatti, che li racconti, che li oggettivizzi, cristallizzati al di fuori di me. Magari nel modo più semplice. Soggetto, verbo, complemento se serve. E solo qualche commento e qualche a parte di rinforzo. Ma so già che mi perderò anche in questo proposito. Non lascerò nulla diero di me che incomprensibili parole. Se la chiave ultimamente sono un pugno di canzoni di Robert Calvert, domani o ieri le fonti cono talmente oscure o autoreferenziali che anch’io, a volte, mi ci perdo.
Per caso, pochi minuti fa, ho ritrovato un file in cui descrivevo una gita in montagna. Non mi ricordavo neppure di averlo scritto e, da principio, mi sono chiesto chi ne fosse l’autore. Continuando a leggere ho ritrovato alcuni accenni che non potevano che indicare che proprio io ne fossi l’autore.

Ho sentito parlare di farmaci che fanno perdere selettivamente la memoria, come la pillola di Torchwood. Se non l’ho già presa, mi piacerebbe provarla. Anche se, come dice quella poesia sulla reincarnazione, le ultime parole ad ogni mia morte sono state una bestemmia.Mi piacerebbe, a questo punto, fare una cosa che non ho mai fatto: iniziare a tenere un diario che registri i fatti, che li racconti, che li oggettivizzi, cristallizzati al di fuori di me. Magari nel modo più semplice. Soggetto, verbo, complemento se serve. E solo qualche commento e qualche a parte di rinforzo. Ma so già che mi perderò anche in questo proposito. Non lascerò nulla diero di me che incomprensibili parole. Se la chiave ultimamente sono un pugno di canzoni di Robert Calvert, domani o ieri le fonti cono talmente oscure o autoreferenziali che anch’io, a volte, mi ci perdo.
martedì 14 aprile 2009
Death trap
Ho concluso quel che potevo e volevo concludere. Tra poco più di un mese non avrò più nulla. Dovrò iniziare tutto di nuovo da capo. Oppure smettere di inseguire la vita, arrendermi all'impossibilità del divenire, ed abbandonare il mondo. Esilio dal mondo. Ovvero ricerca di un mondo vuoto. La morte è per gli schizofrenici ed i depressi. Avessi una malattia potrei curarla. Anche se davvero non si può gurire dallla schizofrenia o dalla depressione, ci sono modi per tenerle sotto controllo. Le pilloline della felicità. Non per me, niente di tutto ciò. La tristezza che provo, mentre ogni rifiuto è uno, non ha un nterruttore. E' come una miccia che brucia lenta verso le polveri. Ma l'esplosione che mi libererà da ogni umana sofferenza è lontana oltre l'orizzonte. Niente autobiografismi, ma la tensione cosmica del mio inconcludere alcunchè, trovarmi a mezzavia senza nulla e nessuna, oppure molto meno di metà, che quarantatre è un numero perfetto, o RC, monkey on elastic, feelin' like Jesus Christ headin' for the station(/ of the Cross)... Arreso casomai demonica persistenza tempo zero.
lunedì 2 marzo 2009
New deal...
Basta con gli autobiografismi. Basta con i piagnistei di carta e inchiostro. Solo il pensiero deve rimanere dolente, suo malgrado, per colpa della temperatura esterna. Ma quello che scrivo, che andava man mano inaridendosi seguendo la direzione dell'impossibilità di essere amato ed essere felice che sto sperimentando nella vita reale, deve e vuole essere qualcosa d'altro!!!! L'anima messa a nudo deve produrre musica con il suo vibrare. Il grido di lamento deve avvolgersi di metallo e colpire distruggendole le montagne. Altrimenti non ha senso prendere la penna in mano, mettere la tastiera sotto le dita. Non tradisco quello che provo, la disperazione e l'abisso, il desiderio e l'annichilazione.
mercoledì 25 febbraio 2009
lunedì 29 settembre 2008
Ultimo Giorno
La iato che potrebbe diventare permanente inizia domani, e già sento la paura, la paralizzante sensazione di vertigine, la voglia di scomparire. E mentre il primo che passa ti può portare via, un clone traditore gonfio di birra cruda, non verserai neanche una lacrima per me: non farai altro che andare avanti senza accorgerti d'alcunchè.
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domenica 28 settembre 2008
Il salto ed il sogno
Pronto a saltare, scommettere, rischiare. Combattere il desiderio di fallire, la voglia di trovare una scusa per togliermi di torno. Non devono esserci scuse o responsabilità addossate ad altri. La caduta dipenderà da una scelta, mentre l'eventuale vittoria sarà frutto del caso.
Ho sognato un sentiero che partiva ai bordi della strada ed era il gretto umido di un ruscello che scorreva fino ad una curva poi il percorso pietroso ascendeva sino a giungere ad un promontorio sul mare. Lì mi sono fermato, il mare che colpiva gli scogli. Ed il pensiero di saltare, mentre il sentiero curvava ed entrava in un bosco perdendosi.
venerdì 29 agosto 2008
giovedì 28 agosto 2008
generato non creato
Un troll sotto un ponte che guarda con occhi stanchi la linea dell'orizzonte oltre i prati baciati dal sole, agognando, invidiando, amando, piangendo, odiando. Perchè sotto l'ombra del ponte non c'è calore. La sua pelle è sottile e non sopporta il sole, le sue ossa sono così fragili che basterebbe un soffio di vento per spezzarle. E non può non vedere oltre lo spazio azzurro cui l'arco del ponte fa da cornice la bellezza del creato. Che è per tutti ma non per lui....
Che brutte cose la tua prosa riesce a vomitare. Ho perso anche il gusto di scrivere.
Che brutte cose la tua prosa riesce a vomitare. Ho perso anche il gusto di scrivere.
domenica 24 agosto 2008
Alta Rupe
Madonna silente ed assenze di peso. All'approssimarsi di un bivio, non tocca a me decidere che strada prendere. Ma chi mi spingerà da una parte o dall'altra è indifferente. E non posso, nel frattempo, fare a meno di ammirarla, capolavoro di carne e ferormoni, mentre un altro clone le si avvicina. Ho poco più di un mese per essere o non essere. Quello che accade è già scritto. Se il risultato mi sarà favorevole avrò comunque perso. Ti ho persa, vi ho perse, vi ho persi. Ho semplicemente perso. E per me, sull'alta rupe, non resta che saltare. Il ritorno degli dei. Ma non c'è compromesso questa volta.
giovedì 7 agosto 2008
nessuna novità. anzi...
La guerra è finita. Abbiamo perso. Ma la storia la scriveranno i vinti, perchè i vincitori sono analfabeti.
Tutte le porte sono chiuse. Sia che abbia bussato, sia che abbia tentato, sia che sia passato oltre. Non ho altro da fare. Solo piangere.
Non c'è pietà per i morti che se la cercano. Morissi anch'io in modo così idiota, vorrei che nessuno accusasse la strada.
Perchè mi ostino a rimanere deluso? Dovrei imparare ad accettare la realtà delle cose. Ma è difficile.
Tutti si fanno o si rifanno una vita. E' giusto, naturale, sacrosanto... Peccato che a me non sia concesso. Non ho possibilità. Non posso scegliere e non posso essere scelto. Ed alla fine il fatto non cambia che va bene chiunque basta non sia io.
Tutte le porte sono chiuse. Sia che abbia bussato, sia che abbia tentato, sia che sia passato oltre. Non ho altro da fare. Solo piangere.
Non c'è pietà per i morti che se la cercano. Morissi anch'io in modo così idiota, vorrei che nessuno accusasse la strada.
Perchè mi ostino a rimanere deluso? Dovrei imparare ad accettare la realtà delle cose. Ma è difficile.
Tutti si fanno o si rifanno una vita. E' giusto, naturale, sacrosanto... Peccato che a me non sia concesso. Non ho possibilità. Non posso scegliere e non posso essere scelto. Ed alla fine il fatto non cambia che va bene chiunque basta non sia io.
martedì 5 agosto 2008
senza parole
Giornata particolare ieri. Per la prima volta da tanto tempo sono arrivato a casa e non c'era nessuno. Nessuno. E poi per tutto il pomeriggio fino a tarda serata. Fosse un periodo normale sarei stato contento. Ieri, invece, è stato un assaggio del futuro, tranne per il fatto che, domani, in tarda serata non arriverà nessuno. Nessuno. Disimparerò a parlare, credo. Continuasse così anche fuori casa. Già ho molte difficoltà ad accostare una sillaba ad un'altra, per non parlare di mettere un concetto compiuto in relazione sintattica con un altro, chè a volte mi vergogno persino di aver aperto bocca, domani mi esprimerò ad occhiate e sospiri, lasciando ad altri il compito di decodificare le inutilità che avrei voluto profferire.
lunedì 4 agosto 2008
Estate
Assolutamente pazzo come un cavallo senza freno ne briglia, senza morso ne sella, vittoria impossibile mentre in lontananza ninfe danzano su schermi piatti stuzzicando pornografi globali, nessun senso o controsenso, è nell’umana natura, dominare o essere dominati, l’età è solo un numero ed anche il detenuto condannato. L’estate, dire, fare, baciare, lettere e testamenti, è la stagione peggiore per gli isterici con tendenze paranoico anarcoidali. Il mondo è quanto di più distante da me si possa immaginare, non c’è speranza o illusione di arrivare ad un compromesso. L’idea è quella di scappare oppure di cambiare oppure di morire. Alcune ipotesi non sono che ipotetiche, mentre il faggio si piega se accarezzato dal vento, non mi aspetto di sentire uno schianto. Ma se smetto di sparare parole a caso e rifletto su quella sillaba – no – sono solo lacrime. Larme. C’è troppo sole.
domenica 20 luglio 2008
Binario tronco
Dopo un breve viaggio, il treno entra in stazione, cinque minuti di ritardo, ci scusiamo con la clientela per il disagio, e, scambio dopo scambio, viene indirizzato sul binario tronco. Mentre ascolto una trasmissione mattutina che mi racconta come l'attrazione, la ricerca dell'anima gemella e l'amore siano determinati dai livelli di un ormone chiamato testosterone che è al contempo responsabile del buon funzionamento del cervello, scopro di essere un insieme di geni che scomparirà vittima delle leggi dell'evoluzione. Che poi sia evoluzione, involuzione o stagnazione, non mi deve interessare. I miei ormoni non ricevono risposta. La felicità non è raggiungibile. La mia mente è destinata a spegnersi. Lentamente. Nessun contributo al miglioramento della specie umana. Tutto perso. I cloni hanno vinto.
giovedì 17 luglio 2008
A look at the sunny side
Si parla tanto di crisi dell'economia globale. Aumentano i prezzi, diminuiscono i consumi, l'inflazione schizza in alto... e così via. Ma bisogna avere fiducia: una grande e bella catastrofe successissiva al tracollo del sistema capitalistico ci sbarazzerebbe sicuramente di: 1) carrozzieri disonesti; 2) animatori turistici in vena di far carriera; 3) giovani briatori cocainomani. Forse ci toglieremo di torno anche i palazzinari e forse i pallanuotisti, i calciatori e assimilabili. Certo rimarei comunque solo e spiantato, ma sicuramente sarei più contento.
martedì 15 luglio 2008
Pigrizia
La consapevolezza di non poter essere altro che quello che sono la inghiotto ma non la digerisco. Assolutamente. Definito pessimista, fissato, insopportabile, pesante e pazzo, vorrei che luccicasse almeno, sotto l’acqua, sotto il fango, un ninnolo di speranza.
Ma il lago rimane opaco, anche nelle belle giornate, l’acqua non è mai limpida.
Solitamente, nella patologia o nella normalità, le tensioni che mi spingono di qua o di là, onde contro gli scogli, generano stupratori e serial killer. Il gentilsesso deve solo ringraziare la mia pigrizia.
Ma il lago rimane opaco, anche nelle belle giornate, l’acqua non è mai limpida.
Solitamente, nella patologia o nella normalità, le tensioni che mi spingono di qua o di là, onde contro gli scogli, generano stupratori e serial killer. Il gentilsesso deve solo ringraziare la mia pigrizia.
lunedì 7 luglio 2008
Space voyage
"Non alludo semplicemente ad un disagio rispetto a quanto mi trovo intorno o di fronte, ma semplicemente a un dolore esistenziale che mi fa chiedere se valga la pena continuare." sussurrò il Capitano, senza distogliere lo sguardo dal visore di prua che continuava a trasmettere l'incessante variare degli ammassi stellari, mentre l'Aurora scivolava con incoscienza nel vuoto iperspaziale tra Terra e Mare, terzo pianeta del secondo sistema stellare a destra della costellazione della Bilancia. "Nel momento in cui non c'è speranza nella possibilità che la rotta cambi, non c'è alcuno stimolo al divenire materiale o allo sviluppo orizzontale della prospettiva. Se si è arrivati alla fine del viaggio e la destinazione non piace, nell'impossibilità di ripartire, tanto vale affogare." Il tempo nell'iperspazio è del tutto indipendente dalla gravità, così gli sforzi che il Nostromo aveva fatto per dimagrire si erano rivelati vani non appena superato Rigel IV. L'unica donna a bordo si chiamava Hope. Al Capitano era stato proibito anche solo di immaginarne il colore dei capelli. Il Nostromo pensava fossero biondo-verdi come quelli di sua nonna. Ad Hope, dal canto suo, bastava immaginare di sedurre il drone industriale che con il suo trapano a percussione fissava in successione i perni che le vibrazioni del viaggio iperspaziale tendevano a fare uscire dai loro orifizi metallici. Adorava il suo elmo cromato d'azzurro. Accarezzando il cavo d'accompagnamento del drone, non poteva fare a meno di provare nostalgia di casa. Il Capitano sospirò, mentre il collo del Nostromo si spezzava per l'accellerazione improvvisa ed il drone sintetizzava: "Foglie Morte." I capelli di Hope non erano biondo-verdi o almeno non più.
Sei secoli dopo, su Mare, un dinodoploco alzò una delle sue dodici antenne visive dalla sabbia, disturbato dall'ultimo frammento dell'Aurora che bruciava nell'atmosfera con un fastidioso sibilo insonoramente sordo.
Sei secoli dopo, su Mare, un dinodoploco alzò una delle sue dodici antenne visive dalla sabbia, disturbato dall'ultimo frammento dell'Aurora che bruciava nell'atmosfera con un fastidioso sibilo insonoramente sordo.
giovedì 3 luglio 2008
La Maschera
Indossarla non è + facile come lo era in passato. Il tempo trascorso ne ha opacizzato la superficie e screpolato la smaltatura. Ed è diventata pesante. Le cinghie che la assicurano al vero volto si stringono come uno strumento di tortura. Ma, lo stesso, la Maschera is on.
But... but... but... butter booty
Girls around 'r hot an' cutie
A wooden angel enlights my memories
A slutty demon rapes my future
A demon slut burns my soul
My naked heart unchained to you
I've lost hope, I'm loosing my grip on reality
angels, demons, sluts and witches
tear my soul in tiny pieces
But... but... but... butter booty
Girls around 'r hot an' cutie

A wooden angel enlights my memories
A slutty demon rapes my future
A demon slut burns my soul
My naked heart unchained to you
I've lost hope, I'm loosing my grip on reality
angels, demons, sluts and witches
tear my soul in tiny pieces
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