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martedì 29 settembre 2009
Incrocio
Chissà perchè quando la incontro ci tiene sempre a farmi sapere che è fidanzata. E quel che segue è sempre il ritirarsi di un'onda dalla spiaggia, schiuma che scompare frizzando. Soffice sorriso, madonna dai piccoli denti. Persa molti anni fa, come tante. Come troppe. Ma per quanto mi chieda, mi rifiuto di confessarle che la mia vita ha smesso di progredire da molto tempo.
lunedì 30 marzo 2009
Lettera alla Dea
L’Amore è sordo ed ascolta, capendo, solo quello che ascoltando vuol capire. Se nel tuo mondo non c’è posto per me, nel mio ce n’è fin troppo per te. La febbre che mi sono preso è colpa del passaggio repentino dalla calda camera delle domande al gelido stanzone delle risposte. Vivo in un tempo zero in cui tutti i rifiuti sono uno. Non so se non mi capisci, se non vuoi capirmi, se non te ne frega nulla di farlo. Ma perché, alla fine, chiunque va bene basta che non sia io? Se non ho nulla che non va, perché non vado bene? Condividere con te un tramonto ed un sorgere del sole, non ho mai chiesto altro. Non chiedo altro. Anche solo una volta. Non sono bello, non sono ricco, non ho esperienza, non sono particolarmente intelligente , non faccio sport, sono solo un insieme di negazioni, ma con te, anche solo per un attimo, sono sicuro che ritroverei la direzione del divenire. Sono fermo da troppo tempo, perché non so dove andare, perché ho perso la volontà di proseguire, perché mi manca una dimensione dell’essere. La definizione ultima dell’essere umano è il suo risolversi in una pluralità di dimensioni, ma l’assenza di una sola di esse appiattisce tutto il resto. Aiutami ad essere completo, ti prego. Mia madonna, mio idolo, mia dea.
martedì 17 marzo 2009
Analfabetizzazione
Io sono il cantante afono,
sono il poeta analfabeta,
senza attese, senza nessuno,
ricordo le mie vite precedenti,
malgrado tutte si siano concluse
con una bestemmia sulle labbra.
Ululato di impotenza
visione lussuriosa nota
sensibile di dare ma non
posso che sognare mentre
il kraken mi morde le viscere.
Parole intorno
voci che su voci
si sovrappongono
vocaboli che sono insiemi
di consonanti e vocali senza senso,
che ci faccio qui?
All'angolo una mentre l'altra per caso,
guarda l'anello che quell'altro mi ha regalato,
da tre anni, il surfista, non c'è posto per me,
mai, come un'altra ancora.
lunedì 29 settembre 2008
Ultimo Giorno
La iato che potrebbe diventare permanente inizia domani, e già sento la paura, la paralizzante sensazione di vertigine, la voglia di scomparire. E mentre il primo che passa ti può portare via, un clone traditore gonfio di birra cruda, non verserai neanche una lacrima per me: non farai altro che andare avanti senza accorgerti d'alcunchè.
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OTTOBRE

Forse è finita, forse no, forse ci sarà da lottare, piangere e ridere, o tutto avrà termine domani oppure... Ottobre mese di morte, ottobre fine del mondo, ottobre I'm in love. Ma tu, Ottobre, non mi vuoi, mentre io non posso fare a meno d'amarti, non riesco a non desiderarti. Ottobre, ti voglio.
Devil in high heels, buttersugar delight, my tortureress, my dream. Unattainable.
giovedì 18 settembre 2008
Fame #2
Più perdo me stesso, più divengo vuoto. Ed il vuoto va riempito. Amore entra in me. E si attacca alle mie ossa. Il suo volto, il suo corpo, la sua essenza con me, dentro me lungo tutte le ore del giorno. Ma non posso più dirle nulla. E la censura che impongo al mio divenire nell'Amore nutre lo spettro della Rabbia. E mentre l'umiltà mi imporrebbe di non desiderare e di non desiderare di non desiderare, non posso fare a meno di sperare che tutti i pallanuotisti affoghino. Che doni portate all'umanità, falsi idoli trasudanti di cloro? Cloni al disinfettante, gioventù e muscoli votati al nulla, bistecche da macello, neppure degni di essere chiamati esseri viventi, siete meno di un bove, meno di un verme.
mercoledì 10 settembre 2008
Fame
La scelta della sofferenza silente, il silenzioso scivolare verso l'oblio, mentre continuo a mangiare dolciumi in quantità, ed il mio ventre s'ingrossa, incinto di un feto mostruoso gonfio di veleno, il tuo profilo mi riempie di malinconia. Sogno di legarti, immagino di baciarti, ma finisco per piangere, nel sogno come nella realtà. Mentre per me non sorridi più, sono costretto a sentirti ridere per altri. Cenerentole e collane di perle. Le bugie di Pinocchio sono dogmi, ma adoro il tuo corpo mentre voglio mangiare il tuo cuore e bere la tua anima.
lunedì 25 agosto 2008
venerdì 22 agosto 2008
Poison dwarves and buoys girls
Love, love, looove, luv. Poison dwarves and buoys girls all concentrated in you my luv. Your body is your soul, an
d your soul is like fire, so hot the fire in hell. Someday I’ll call
you the Caste Harlot, and I’ll dream you as my spouse, so sad and lost. In my nightmares you will be away, lover to and lovin’ someone else. You’re for every one but for me. Love, love, looove, luv.
d your soul is like fire, so hot the fire in hell. Someday I’ll call
you the Caste Harlot, and I’ll dream you as my spouse, so sad and lost. In my nightmares you will be away, lover to and lovin’ someone else. You’re for every one but for me. Love, love, looove, luv.martedì 19 agosto 2008
giovedì 31 luglio 2008
la Lama, la Strega e la Filastrocca
Ogni pensiero è ormai sinonimo di tristezza. Ed il solco che ci divide sta diventando fossato. Ho visto una strega ieri, giovani carni pallide. E mentre rinuncio a ricopri
rti d'oro, non posso fare a meno di provare rancore contro il mondo. Chiunque che non sia io, filastrocca ripetuta per millenni. Nessuna prospettiva. Non per me. E come il Capitano dell'Aurora, non posso che perdere progressivamente la speranza nel futuro. Cosa voglio di diverso da ciò che vogliono tutti? Perchè non mi è concesso nulla di quanto per altri, per tanti altri, è un dato scontato. E ci vorrebbe un punto interrogativo, ma è inutile non essendoci una risposta. E neanche la giovane strega si è accorta della mia esistenza. Sento la spinta a regalarti la luna, ma sopporto in silenzio il tuo donarti ai cloni e resisto. Ormai sei una lama nel cuore. Che sta smettendo di sanguinare perchè il sangue è finito. Finito. Ma quanto può durare questa tortura?
rti d'oro, non posso fare a meno di provare rancore contro il mondo. Chiunque che non sia io, filastrocca ripetuta per millenni. Nessuna prospettiva. Non per me. E come il Capitano dell'Aurora, non posso che perdere progressivamente la speranza nel futuro. Cosa voglio di diverso da ciò che vogliono tutti? Perchè non mi è concesso nulla di quanto per altri, per tanti altri, è un dato scontato. E ci vorrebbe un punto interrogativo, ma è inutile non essendoci una risposta. E neanche la giovane strega si è accorta della mia esistenza. Sento la spinta a regalarti la luna, ma sopporto in silenzio il tuo donarti ai cloni e resisto. Ormai sei una lama nel cuore. Che sta smettendo di sanguinare perchè il sangue è finito. Finito. Ma quanto può durare questa tortura?giovedì 3 luglio 2008
La Maschera
Indossarla non è + facile come lo era in passato. Il tempo trascorso ne ha opacizzato la superficie e screpolato la smaltatura. Ed è diventata pesante. Le cinghie che la assicurano al vero volto si stringono come uno strumento di tortura. Ma, lo stesso, la Maschera is on.
But... but... but... butter booty
Girls around 'r hot an' cutie
A wooden angel enlights my memories
A slutty demon rapes my future
A demon slut burns my soul
My naked heart unchained to you
I've lost hope, I'm loosing my grip on reality
angels, demons, sluts and witches
tear my soul in tiny pieces
But... but... but... butter booty
Girls around 'r hot an' cutie

A wooden angel enlights my memories
A slutty demon rapes my future
A demon slut burns my soul
My naked heart unchained to you
I've lost hope, I'm loosing my grip on reality
angels, demons, sluts and witches
tear my soul in tiny pieces
lunedì 30 giugno 2008
Eppure...
Non riesco ad uscire da questo stato di indolenza. Ad esempio: adesso una ragazza di poco più che venticinquenne è seduta opposta a me, che lavora ad un documento che si chiama Valutazione di Impatto Acustico. Non è bruttina, anzi, al contrario, è piuttosto ben fatta. Pare simpatica, eppure... Eppure. Appunto. Più di una domanda non sono riuscito fare: e mi sono altresì disinteressato della risposta. Da domani non la vedrò mai più, eppure... Appunto. Eppure. Nel momento in cui sono preso altrove, ma anche altrimenti. Non c'è futuro. Eppure...
lunedì 23 giugno 2008
Fratture e saldature
Alla fine non posso che accorgermi come ci cado ogni volta. Una caduta tragica da cui è sempre più difficile rialzarsi. Perchè ogni volta che cado qualche osso si frattura e, per quanto abbia molte riserve di calcio, la saldatura lascia sempre una deformità che va a sommarsi alle altre. Tutte le volte è diverso, anche se il percorso è simile. Mi espongo sempre troppo e non riesco a governare razionalmente quei sentimenti che non mi sono permessi. Con questa stagione certe cose diventano peggiori. Perchè la carne si scopre e, mentre è più potente l'attrattiva dei corpi, si dimostra in tutta la sua inadeguatezza la mia alienità, il mio non essere assolutamente adatto ai rapporti uomo - donna come sono andati a configurarsi nel corso degli ultimi decenni. La cosa che più è sconvolgente sono i ragazzetti: la dispensa permanente dal lavoro intellettuale che la nostra società ha accordato loro, si è manifestata in un florieggio di muscoli e di atteggiamenti predatori. Sarà l'alimentazione, le radiazioni degli incidenti nucleari degli anni '80, ma pare che la mia inadeguatezza non potrà che perpetrarsi nel tempo e che gli atteggiamenti che i miei coetanei hanno sviluppato o assorbito siano divenuti una caratteristica congenita. Il mio futuro è scritto. La mia solitudine è sancita.
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mercoledì 28 maggio 2008
la Figlia di Castrovalva - End, maybe
Chissà se c'è una temperatura oltre la quale il ghiaccio può prendere fuoco. Il vago ricordo di qualche canzone anni ottanta. Posso guardarti. Posso parlarti. Non riesco a disprezzarti neppure quando mi dai più fastidio. Non sei capace di amarmi, eppure non riesco a dimenticare quello che mi sussurri nei sogni. Non importa, non voglio più scrivere di te. Almeno in questo luogo.
La figlia di Castrovalva si allontana. Non la saluto. Parlavamo lingue diverse. Peccato. Non sono un clone. Forse neppure lei, ma il dubbio resta.
La figlia di Castrovalva si allontana. Non la saluto. Parlavamo lingue diverse. Peccato. Non sono un clone. Forse neppure lei, ma il dubbio resta.
martedì 27 maggio 2008
Businness talks
Si spendono tante parole per non dire nulla... E parliamo solo di lavoro allora. Seguono ore di silenzio. Intervallate dalla sua voce al telefono. Adieu.
martedì 13 maggio 2008
Addizioni/addictions
"Quel sorriso che vedo sempre più raramente sul tuo viso mentre parli con me mi manca terribilmente. Sai che non riesco fare a meno di cercare il tuo sguardo, di fissare i tuoi occhi, di accarezzare con il pensiero i tuoi capelli ed il tuo viso, di sognare di notte i tuoi baci... Non sono più quello di una volta, mi dici.
Ma vorrei chiederti: che cambia? Non ero, non sono e non sarò mai un clone. E mentre mi paragoni a tuoi amori passati, non riesco a non pensare in che modo cercare di essere tra i tuoi amori futuri. Mi basta una tua smorfia di ribrezzo per ricordarmi l'impossibilità di anche solo illudermi di poter essere preso in considerazione. Ma non riesco a staccarmi, non riesco a non pensarti".
"Mi fai proprio arrabbiare, inutile bambino viziato. Hai tutto e credi di non aver niente. Sei come tutti gli altri."
"So che ti faccio schifo, ma non riesco ad arrendermi alla fredda consenquenzialità del risultato di un'addizione."
"Sei diventato troppo pessimista, non eri così."
"Se fossi ottimista non sarei un illuso?"
Ma vorrei chiederti: che cambia? Non ero, non sono e non sarò mai un clone. E mentre mi paragoni a tuoi amori passati, non riesco a non pensare in che modo cercare di essere tra i tuoi amori futuri. Mi basta una tua smorfia di ribrezzo per ricordarmi l'impossibilità di anche solo illudermi di poter essere preso in considerazione. Ma non riesco a staccarmi, non riesco a non pensarti"."Mi fai proprio arrabbiare, inutile bambino viziato. Hai tutto e credi di non aver niente. Sei come tutti gli altri."
"So che ti faccio schifo, ma non riesco ad arrendermi alla fredda consenquenzialità del risultato di un'addizione."
"Sei diventato troppo pessimista, non eri così."
"Se fossi ottimista non sarei un illuso?"
mercoledì 7 maggio 2008
Moltiplicazioni
Una verità incontrovertibile tra tante ipotesi che circolavano sul mio conto era di come fosse facile sopravvalutarmi. Già nei miei primi risultati scolastici si poteva intravedere la più totale assenza di genio. Quel semplice interagire tra memoria e logica che sono le tabelline si era rivelato un traguardo il cui raggiungimento è avvenuto solo alla fine di un percorso ostico e il risultato sembra a molti da me poco interiorizzato a tutt'oggi.
Mentre la figlia di Castrovalva mi accusa di imperdonabile pessimismo, mentre giorno dopo giorno mi ritrovo senza un pezzo, gli oggetti del mio desiderio si mantengono oltre la linea dell'orizzonte.
Mentre la figlia di Castrovalva mi accusa di imperdonabile pessimismo, mentre giorno dopo giorno mi ritrovo senza un pezzo, gli oggetti del mio desiderio si mantengono oltre la linea dell'orizzonte.
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mercoledì 23 aprile 2008
Nuotare in una pozza putrida
Quello che mi atterisce di più nella mia relazione con la figlia di Castrovalva è il fatto che è totalmente assente anche solo l'illusione della possibilità di un divenire del nostro rapporto. Le parole sono dette, le domande fatte, le risposte date. E non cambia nulla. All'apparenza, almeno. Lei non sarà mai mia, ma non smetto d'amarla. E, mentre la tristezza della situazione è un ago conficcato nel cuore, sono pervaso da un senso di disperata sicurezza.
sabato 19 aprile 2008
Mesi in contemplazione
L'avevo detto. L'avevo scritto. E l'ho fatto. Mi sono strappato il cuore. Il problema che si chiama "esistenza nella sopravvivenza" non è risolto. Il cuore sanguinante e pulsante è rimasto stretto nella mia mano e non ho potuto (non posso!) fare a meno di continuare a contemplarlo.
Claudia non c'è più, è scivoltata sul pavimento nel corso dell'operazione e qualcuno deve averne disperso gli avanzi in qualche scarico, oppure raccolta e portata via o chissà. Vittima o carnefice in tutta questa incompleta transizione dall'infanzia alla vecchiaia, non merita alcun rimpianto. E, per ora, fino ad ora, nessun riconoscimento.
Non era del tutto imprevedibile, ma mi trovo innamorato della figlia di Castrovalva. Forse è un clone, forse è solo una bambina capricciosa, ma riempie i miei pensieri. Contemplo il mio cuore, che non è più protetto dalla cassa toracica e percepisce molto bene queste cose, e so che anche lei non mi vorrà mai, che preferirà il primo clone che passa. Ed anche se adesso è sola, è solo questione di giorni, e l'avrò persa. L'impossibilità di un mio divenire sentimentale non smette di atterrirmi. Ma cosa posso fare oltre piangere? Che sia grasso, magro, con i capelli lunghi, corti, pettinati, spettinati, vestito così come capita oppure similclone, non cambia nulla, non può cambiare nulla: il mio scheletro e la mia forma sono queste, non c'è possibilità di miglioramento o metamorfosi. A volte mi stupisco di immaginare di tentarci, oppure di dimenticare come sono. Ma basta il riflesso in una vetrina, e gli sguardi dei cloni per la strada (o l'assenza di riconoscimento della mia esistenza) per riportarmi alla realtà. In più, novità di questi ultimi anni, ho invidia per le coppie di cloni o di persone, che hanno possibilità di sviluppo a me precluse. La figlia di Castrovalva mi dice che sta così bene da sola, ma le ho già accennato che lei non ha idea di cosa sia la vera solitudine, e so che tutti i cloni che assediano il suo corpo rischiano di conquistare, per nulla interessati, il suo cuore. Tutti loro, tranne io.
Claudia non c'è più, è scivoltata sul pavimento nel corso dell'operazione e qualcuno deve averne disperso gli avanzi in qualche scarico, oppure raccolta e portata via o chissà. Vittima o carnefice in tutta questa incompleta transizione dall'infanzia alla vecchiaia, non merita alcun rimpianto. E, per ora, fino ad ora, nessun riconoscimento.
Non era del tutto imprevedibile, ma mi trovo innamorato della figlia di Castrovalva. Forse è un clone, forse è solo una bambina capricciosa, ma riempie i miei pensieri. Contemplo il mio cuore, che non è più protetto dalla cassa toracica e percepisce molto bene queste cose, e so che anche lei non mi vorrà mai, che preferirà il primo clone che passa. Ed anche se adesso è sola, è solo questione di giorni, e l'avrò persa. L'impossibilità di un mio divenire sentimentale non smette di atterrirmi. Ma cosa posso fare oltre piangere? Che sia grasso, magro, con i capelli lunghi, corti, pettinati, spettinati, vestito così come capita oppure similclone, non cambia nulla, non può cambiare nulla: il mio scheletro e la mia forma sono queste, non c'è possibilità di miglioramento o metamorfosi. A volte mi stupisco di immaginare di tentarci, oppure di dimenticare come sono. Ma basta il riflesso in una vetrina, e gli sguardi dei cloni per la strada (o l'assenza di riconoscimento della mia esistenza) per riportarmi alla realtà. In più, novità di questi ultimi anni, ho invidia per le coppie di cloni o di persone, che hanno possibilità di sviluppo a me precluse. La figlia di Castrovalva mi dice che sta così bene da sola, ma le ho già accennato che lei non ha idea di cosa sia la vera solitudine, e so che tutti i cloni che assediano il suo corpo rischiano di conquistare, per nulla interessati, il suo cuore. Tutti loro, tranne io.
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