mercoledì 7 maggio 2008

Moltiplicazioni

Una verità incontrovertibile tra tante ipotesi che circolavano sul mio conto era di come fosse facile sopravvalutarmi. Già nei miei primi risultati scolastici si poteva intravedere la più totale assenza di genio. Quel semplice interagire tra memoria e logica che sono le tabelline si era rivelato un traguardo il cui raggiungimento è avvenuto solo alla fine di un percorso ostico e il risultato sembra a molti da me poco interiorizzato a tutt'oggi.

Mentre la figlia di Castrovalva mi accusa di imperdonabile pessimismo, mentre giorno dopo giorno mi ritrovo senza un pezzo, gli oggetti del mio desiderio si mantengono oltre la linea dell'orizzonte.

martedì 29 aprile 2008

io sono una FAMIGLIA

Mentre il sonno non mi è concesso, e le ore di riposo sono solo apparenza, non riesco che a lamentare la mia solitudine... Ho anche la mia categoria statistica in cui ricadere da qui a qualche anno: famiglia di un solo componente. In aumento quantitativo negli ultimi anni. Maledetti cloni. La fine è prossima.

giovedì 24 aprile 2008

Certe cose non cambiano...



Certe cose non cambiano

E' inevitabile tornare a Lei

Anche solo un pensiero

ed una ricerca su google

Perchè Lei è sempre il motore primo

mercoledì 23 aprile 2008

Nuotare in una pozza putrida

Quello che mi atterisce di più nella mia relazione con la figlia di Castrovalva è il fatto che è totalmente assente anche solo l'illusione della possibilità di un divenire del nostro rapporto. Le parole sono dette, le domande fatte, le risposte date. E non cambia nulla. All'apparenza, almeno. Lei non sarà mai mia, ma non smetto d'amarla. E, mentre la tristezza della situazione è un ago conficcato nel cuore, sono pervaso da un senso di disperata sicurezza.

sabato 19 aprile 2008

Mesi in contemplazione

L'avevo detto. L'avevo scritto. E l'ho fatto. Mi sono strappato il cuore. Il problema che si chiama "esistenza nella sopravvivenza" non è risolto. Il cuore sanguinante e pulsante è rimasto stretto nella mia mano e non ho potuto (non posso!) fare a meno di continuare a contemplarlo.
Claudia non c'è più, è scivoltata sul pavimento nel corso dell'operazione e qualcuno deve averne disperso gli avanzi in qualche scarico, oppure raccolta e portata via o chissà. Vittima o carnefice in tutta questa incompleta transizione dall'infanzia alla vecchiaia, non merita alcun rimpianto. E, per ora, fino ad ora, nessun riconoscimento.
Non era del tutto imprevedibile, ma mi trovo innamorato della figlia di Castrovalva. Forse è un clone, forse è solo una bambina capricciosa, ma riempie i miei pensieri. Contemplo il mio cuore, che non è più protetto dalla cassa toracica e percepisce molto bene queste cose, e so che anche lei non mi vorrà mai, che preferirà il primo clone che passa. Ed anche se adesso è sola, è solo questione di giorni, e l'avrò persa. L'impossibilità di un mio divenire sentimentale non smette di atterrirmi. Ma cosa posso fare oltre piangere? Che sia grasso, magro, con i capelli lunghi, corti, pettinati, spettinati, vestito così come capita oppure similclone, non cambia nulla, non può cambiare nulla: il mio scheletro e la mia forma sono queste, non c'è possibilità di miglioramento o metamorfosi. A volte mi stupisco di immaginare di tentarci, oppure di dimenticare come sono. Ma basta il riflesso in una vetrina, e gli sguardi dei cloni per la strada (o l'assenza di riconoscimento della mia esistenza) per riportarmi alla realtà. In più, novità di questi ultimi anni, ho invidia per le coppie di cloni o di persone, che hanno possibilità di sviluppo a me precluse. La figlia di Castrovalva mi dice che sta così bene da sola, ma le ho già accennato che lei non ha idea di cosa sia la vera solitudine, e so che tutti i cloni che assediano il suo corpo rischiano di conquistare, per nulla interessati, il suo cuore. Tutti loro, tranne io.

giovedì 10 gennaio 2008

il calore del peltro

Tralascio i luoghi della memoria e della riflessione, perchè non ho voglia ne di ricordare ne di riflettere. Così, con trasandata istintualità, le dico ciò che penso, le mostro ciò che provo. Perchè voglio perderla, perchè voglio punirmi. Ho perso Anna, ho perso Laura, ho perso Claudia, sto perdendo Laura, ho lasciato scappare Michela, ho dimenticato Manuela, Valentina e quell'altra di cui non ricordo neppure il nome. Ed altre, di cui ricordare anche solo il nome sarebbe stato un favore. Ogni parola che esce dalla mia bocca è così intrisa di dolore da risultare incomprensibile. Non voglio tenere gli occhi aperti. La luna comincia a svanire nel chiarore dell'alba. Non posso aspettare che il battito del mio cuore si fermi, poggiato su di un freddo piatto di peltro. Devo morire sotto il tacco. Disprezzami, insultami ma evita di sorridermi. Qualche foto non mia, che altro mi rimarrà di te domani? Se ci sarà domani, se una volta che il sole è calato... Vegeto alla fine del tempo, nessuna utopia che lanci un segnale di speranza. Anche se poi non è che falsità, mi si lasci illudere ogni tanto.

giovedì 3 gennaio 2008

Fotografie - primo pensiero 08

Di Michela non mi rimane nulla se non il ricordo, neanche una foto. E' ironico, proprio lei che era stata affidata alla pellicola, comparsa in un film di cui non ho neanche una copia. Era molto bella.

Laura l'ho conosciuta in università. Forse ci sarebbe potuto essere qualcosa oppure era solo una mia illusione. Non saprei riconoscerla, e di lei mi sono ricordato solo ieri. Ho passato, a pensarci, solo pochi anni della mia vita senza avere qualche Laura intorno. Forse un poco s'assomigliavano. Era di Voltri.

Oggi ho alcune foto, ma sono solo come allora.